NAPOLI
Negli ultimi venti anni la città è stata sottoposta ad una operazione di trasformazione urbana da più parti denominata “urbanistica riformista”, intendendo con questo termine una politica urbanistica tendente a tutelare gli interessi generali, insieme ad altri più specifici, come quello dello sviluppo urbano per parti. Comunque tutto ciò all’interno di un metodo processuale, che vede l’attuazione delle decisioni in campo urbanistico, attraverso varianti successive al PRG redatto nel 1972.
Con delibera n° 35 del 19 Febbraio 2001 è stato approvato dal Consiglio Comunale la Variante Generale al Piano Regolatore Generale del 1972, che ha come obiettivo fondamentale l’assemblaggio della: Variante Area occidentale–Bagnoli/1998, Variante di Salvaguardia/1999, Nuovo Regolamento Edilizio/1999, costituendo di fatto un nuovo piano regolatore generale.
Su questo impianto strategico fortemente regolamentato, per la cui redazione e non ancora definitiva attuazione sono trascorsi circa otto anni, l’Amministrazione Comunale, governata ininterrottamente dal centro-sinistra, tenta di avviare una politica urbanistica per attuare un più qualificato sviluppo urbano ed architettonico. I pochi esempi di trasformazione urbana negli ultimi anni, a parere di numerosi critici, non hanno raggiunto tale risultato. Spesso il modello di intervento attuato a Napoli viene messo a confronto con il piano urbanistico “Bohigas” attuato nella vicina Salerno.