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| RICHIESTA DI ADESIONE AL COPA |
Nella sua postazione periferica di Shepperton, alle porte dellaeroporto londinese di Heatrow, il settantatrenne scrittore James G. Ballard , nel suo ultimo libro Millenium People descrive della ribellione del ceto più pacifico, benpensante e ragionevole della società. Nellera della globalizzazione le classi medie sono alla mercè di forze internazionali, che possono decidere dalloggi al domani della loro vita, e si sentono minacciate truffate ed insoddisfatte.
Gli avvocati,dottori,architetti,manager,insegnanti di università, sono loro che hanno visto i cambiamenti maggiori in senso peggiorativo e sono proprio loro la spina dorsale della società che perde speranza e fiducia. Tra gli architetti cè una disoccupazione spaventosa e quando va meglio si ritrovano a fare dei lavori inadeguati per i loro studi e qualifiche. La morale di J.G. BALLARD è che se il ceto medio, spina dorsale della società, perde speranza e fiducia, allora si accende il segnale di pericolo e di protesta e si trasformano in terroristi. Ballard, nel suo testo letterario, impegna questo blocco sociale nella distruzione delle cattedrali della cultura e del consumo culturale come la Tate Modern ed il National Film Theatre, perché da loro considerati un grande imbroglio storico.
Dobbiamo considerare lo scenario avanzato da Ballard forse catastrofico? Poco realistico?
E di questi giorni la notizia che il 7 aprile si è svolta nella sede del RIBA, a Londra, una giornata di con-ferenze e dibattiti rivolta agli studi di piccole dimensioni. Si è discusso delle migliori tattiche da adottare per imporsi sul mercato: al gri-do di «conosci il sistema, lavoralo ai fianchi, battilo», i conferenzieri hanno in-segnato come mettere a punto tattiche efficaci di comunica-zione, di presentazione dei progetti, di gestione economica. Il titolo dellincontro è significativo, «Guerrillalactics» segno che nel-la grande Londra le piccole dimensioni costringono a una feroce lot-ta di retroguardia ed è anche di questi giorni la notizia che negli Stati Uniti un terzo degli studi è composto da un solo architetto, infatti nel 2002 i 6.500 studi di architettura di proprietà di architetti iscrit-ti allAlA (American Institute ofArchitects) hanno fatturato parcelle per 25,5 miliardi di dollari. Il 66% delle parcelle in Usa è legato a nuove costruzioni, il 34% a interventi di ristrutturazione o restau-ro. Circa un terzo degli studi Usa, infine, è formato da un sole prac-titioner (un unico architetto, con o senza aiutanti): ma i sole practitio-ners staccano soltanto il 2% del totale delle parcelle. Inversamente, gli studi con più di I00 dipendenti (non necessariamente tutti ar-chitetti) sono circa il 2%, ma staccano quasi la metà delle par-celle statunitensi (fonte: 2003 Aia Firm Survey)
Noi del costituendo soggetto COPA (Cooperazione Organismi Professionali Architetti), siamo decisi ad attraversare la nostra condizione professionale, vedendola da questo nuovo punto di vista. Spesso negli ultimi anni gli architetti, si sono divisi e guardati in cagnesco per le scuole a cui appartenevano, per i linguaggi, per le strategie politiche e professionali che producevano, ma poco, o quasi mai, per la loro collocazione strutturale nella società, per la loro capacità di verificare il senso ed efficacia della loro posizione professionale, ricavata ed assunta allinterno dei profondi e veloci processi di internazionalizzazione del prodotto progettuale. Di questi fenomeni non abbiamo mai prodotto approfondite analisi sulle condizioni strutturali degli architetti in Italia o nella provincia napoletana. Mai !
Per questo principale motivo, ma anche per tanti altri che in questo prossimo futuro abbiamo intenzione di sviluppare, nasce il soggetto COPA che mette al servizio di tutti gli iscritti allOrdine e dei cittadini di Napoli e provincia la volontà di attraversare una fase difficile, non solo della nostra professione, ma della convivenza urbana nel senso più generale e profondo del suo significato.
La nascita del soggetto e sede C.O.P.A. (Cooperazione Organismi Professionali Architetti), si sviluppa in seguito allazione precisa di alcuni architetti iscritti allOrdine che hanno partecipato alla seduta di venerdi 12 marzo 2004, tenutasi presso la sede dellOrdine degli Architetti di Napoli con allordine del giorno lapprovazione del bilancio 2003 e del preventivo 2004.
In questa sede si è sollecitato la richiesta di mettere gli iscritti in condizione di avviare una analisi più approfondita delle voci di bilancio. Tale richiesta non ha incontrato la disponibilità della dirigenza, in particolar modo del Presidente Paolo Pisciotta e del tesoriere Gerardo Cennamo i quali hanno sollecitato velocemente la votazione del bilancio, senza minimamente ascoltare le richieste avanzate.
Dopo una serie di interventi, a cui non sono state fornite valide spiegazioni, i coordinatori dellassemblea hanno sollecitato velocemente la votazione (bulgara) per bloccare qualsiasi richiesta di trasparenza sui fondi che il nostro Ordine gestisce. Per cui lesito (scontato) è stato lapprovazione del bilancio consuntivo 2003 e preventivo 2004.
Sulla base di questo grave atto di arroganza istituzionale abbiamo ritenuto opportuno sollecitare chiarimenti circa le scelte programmatiche e le scelte effettive che riguardano la spesa, dei finanziamenti dellOrdine che, ricordiamolo,derivano dalle quote che Noi iscritti versiamo tutti gli anni; contemporaneamente allo scopo di avviare un confronto collettivo, anche su temi che afferiscono ad altri aspetti della Condizione degli Architetti. Pertanto in questo particolare momento storico, abbiamo ritenuto utile avviare un confronto con tutti i colleghi che, come Noi avvertono lesigenza di un cambiamento, innovativo, che crei i presupposti per avviare una riflessione su temi sentiti della professione e contemporaneamente cercare di sopperire alle gravi deficienze di immagine ed organizzative così palesemente evidenziatosi nelle ultime settimane dal nostro Ordine provinciale.
Da qui lesigenza di fondare una nuovo soggetto organizzativo che, partendo da esperienze associative già avviate da tempo sul nostro territorio cittadino e provinciale (esperienze mai valorizzate dalla attuale dirigenza), abbia la capacità di ri-fondare un nuovo senso comune sugli indirizzi strategici e programmatici di una categoria professionale storicamente vincolata allo sviluppo della nostra provincia metropolitana napoletana.
A questo soggetto abbiamo dato il nome di C.O.P.A. (Cooperazione Organismi Professionali Architetti):
Cooperazione, in quanto riteniamo utile costruire una rete di collaborazioni ed un confronto locale, nazionale ed internazionale sui temi inerenti la natura e lo stato della nostra professione;
Organismi, perché ci vogliamo rivolgere a qualsiasi architetto singolo od associato e chiedergli, compatibilmente con la propria volontà e capacità, di impegnarsi in nuova fase di rinascita professionale nella nostra città metropolitana;
Professionali, perché come architetti ci riteniamo parte di un blocco sociale ben preciso, quello dei professionisti e del ceto medio culturale che ha visto, negli ultimi trenta anni quasi cancellare la sua immagine ed autorevolezza professionale allinterno delle fasi di sviluppo urbano;
Architetti, perché riteniamo dare ad essi, il senso di una nuova ri-collocazione nel sistema sociale, da cui ne deve scaturire la necessità di internazionalizzare e di diversificare la loro figura professionale, tale da essere in grado di soddisfare i bisogni e le aspettative di una committenza senza frontiere né barriere di sorta.
Pertanto sulla base di queste dichiarazioni Ti invitiamo ad aderire alla nostra organizzazione e parallelamente supportare, con il Tuo contributo economico, progettuale ed organizzativo, i programmi e le iniziative in fase di sviluppo che potrai conoscere consultando il sito web del COPA
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