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| COMMENTO DELL'ARCH. ISABELLA GUARINI |
Il sasso nello stagno
di isabella Guarini
Con il primo incontro del COPA, grazie all'iniziativa di Mario Mangone e all' ospitalità di Mariele Puttini, vi è stata la possibilità di confrontare esperienze professionali diverse riferite al territorio della provincia di Napoli. La prima constatazione è che in provincia ancora si progettano nuovi edifici per privati, mentre in Napoli città l'innovazione è di esclusiva iniziativa pubblica con l'apparire dello star-system dell'architettura global, con qualche inclusione local. Non per questo, però, i giovani professionisti si sentono sconfitti e sperimentano nuove strade, diversificando l'attività professionale nei vari campi del management. In realtà appare una situazione alquanto paradossale se si considera che la maggior parte degli architetti si trova a svolgere la propria attività in modo diverso da quello per il quale è stato formato in sede universitaria. Faccio riferimento alla ormai acclarata separatezza degli studi universitari dal mondo del lavoro, rimarcando la mancanza di collegamento nel momento in cui le grandi opere pubbliche, indotte dai fondi europei, avrebbero potuto offrire opportunità di qualificazione e di sviluppo endogeno per il futuro. Al momento, si può ritenere che il mercato sia alterato dalla immissisone di enormi flussi finanziari pubblici per cui non è da escludere un ritorno alla storia di tanti progetti speciali per Napoli, dal risanamento ottocentesco a oggi.
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