Chi siamo | Programma | Organizzazione | Coparchivio | Aree Territoriali | Home Contatti | Aderisci
• Concorso per Ia riqualificazione dell’area monumentale del porto di Napoli
• Legittimità in giudizio dell'Ordine
Concorso per la riqualificazione del porto di Napoli data: 19 luglio 2004

Per chi è bandito il concorso?

Il concorso per Ia riqualificazione dell’area monumentale del porto, le cui iscrizioni si chiudono il 19 luglio, giunge in un momento delicato del dibattito sulle trasformazioni urbane a Napoli e sui relativi incarichi, la cui eco si può scorgere tanto sulle cronache locali dei quotidiani quanto sulle riviste specializzate nazionali. Nell’ambito di una perdurante stagione dominata (salvo rare eccezioni, come il concorso per la stazione dell’alta velocità di Afragola) dall’incarico diretto a esponenti dello star system internazionale, o quanto meno meneghino, con esiti talora di grande pregio ma spesso decisamente infelici, gli architetti napoletani chiedevano concorsi. Soprattutto alla luce dell’annuncio, da parte dell’amministrazione comunale, dell’apertura di un Ufficio concorsi rimasto, però, nei fatti, praticamente inattivo. In particolare si riteneva opportuno far crescere una giovane e promettente classe professionale locale che, per la verità, ha ricevuto più chances altrove che a Napoli. I requisiti del bando in questione escludono tutti i napoletani anche i senior con gli studi più grandi e le maggiori esperienze lasciando il campo a grandi firme internazionali, come Arup e simili engineering, o grandi società di progettazione occidentali. Alcuni giovani partenopei pero si rimboccano le maniche, e mentre si consolidano vecchie alleanze tra studi napoletani stars straniere, si crea anche qualche nuovo sodalizio. In ogni caso, ci si augura che alla base dei progetti in gara vi sia almeno un minimo di consapevolezza delle complesse stratificazioni storiche dell’area, e si spera che l’intreccio di significazioni non venga assunto, come pure spesso è accaduto a Napoli, come un fastidioso impedimento all’estrinsecarsi di una creatività ovvero di un know how internazionalmente riconosciuti.

Passando infine al punto di vista procedurale, i difetti del bando sono gli stessi che si potevano riscontrare nei concorsi per Roma capitale nel secondo Ottocento: tra gli altri, vaghezza nei criteri di composizione della giuria, previsione di esiti non vincolanti per l’ente che lo bandisce, ambiguo rapporto tra concorso di idee e concorso di progettazione, scarsezza dei premi (nessuno per chi supera la prima fase di selezione). Nulla di troppo diverso rispetto alle vicende che segnarono l’intreccio tra politica e architettura della nuova Italia, come gli epici reiterati concorsi per il Palazzo di giustizia, per il nuovo Parlamento mai realizzato, per il Vittoriano,concluso nel modo che tutti conosciamo.

FABIO MANGONE
Da IL GIORNALE DELL’ARCHITETTURA, N.20,LUGLIO-AGOSTO 2004
Legittimità in giudizio dell'Ordine data: 11 luglio 2004

L'Ordine è legittimato ad intervenire per difendere in giudizio gli interessi unitari della categoria professionale secondo un interessante principio interpretativo del Consiglio di Stato, sezione V, sentenza n° 3586 del 1 luglio 2002. Questo principio riconosce agli Ordini il compito di tutelare anche in giudizio davanti alla magistratura la professionalità e l'immagine della categoria che rappresentano. Questa interpretazione scaturisce da un ricorso di un Ordine contro una Amministrazione Pubblica che ritiene di conferire un incarico di progettazione a un professionista di altra categoria professionale in carenza di competenza specifica. E' indubbiamente molto interessante questa sentenza del Consiglio di Stato in quanto non ritiene l'Ordine mero soggetto volto a difendere soltanto proprie attribuzioni di legge, ma Ente titolato ad intervenire in prima persona, per via giurisdizionale, su argomenti che interessano una intera categoria riguardanti la tutela delle competenze professionali.

Da "L' Architetto" ottobre 2002.
web design & engeneering Media Solutions Network
Credits